Page 3 - 1988 N.10 OTTOBRE
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Benvenuto don Lino Non ti conosciamo, se non per qualche breve scambio di notizie con i tuoi parrocchiani che tanto ti stimano, e quanto letto su ALERE in occasione della tua ordinazione. Questo però non ci impedisce di porgerti il nostro benvenuto con semplicità come fanno di solito i montanari. Troverai nella nostra valle gente che ti accoglierà con sincerità e amicizia e che ti offrirà una vera col- laborazione che potrà esserti di aiuto nel realizzare i progetti che sicuramente avrai ideato. Sappiano che hai maturato la scelta di f arti sacer- dote da adulto, nonostante questo sei giovane e porti con te una forte carica umana che è sinonimo di vita- lità e gioiosità. Ti auguriamo che tu possa trovare qui, nella no- stra valle un terreno fecondo per il tuo apostolato in modo che tu possa cogliere sempre tante soddisfazio- ni. I laici dicono la loro Consapevoli della vastità del Battesimo e gli altri Sacramenti. «muove» con varietà di carismi e tema trattato, senza presunzio- I sostenitori della seconda tesi di ministeri. Il laico non è più il ne, con il contributo di più rifles- invece sottolineano che il laico cliente della Chiesa. Il Sinodo ha sioni scaturite da alcuni incontri debba essere definito positiva- voluto anche insistere sulla ne- e con l'aiuto di pubblicazioni di mente, come già stato fatto con i cessità dell'approfondimento organizzazioni cattoliche, tentia- preti, altrimenti si rischia che della categoria di secolarità quasi mo di esprimere il nostro parere questi venga tenuto in una situa- individuandovi la possibilità di in merito all'argomento che così zione di marginalità all'interno una definizione positiva del laico bene Don Giovanni ha trattato della Chiesa. in correlazione a quella positiva nei numeri precedenti. Il Sinodo ha scelto di non do- del prete e del religioso. In uno dei recenti Sinodi dei ver prendere partito nello stretto Vescovi si è posta, con molta in- Al di là di queste sottili disqui- dibattito teologico ma di prose- sizioni dei Vescovi noi siamo pie- sistenza la necessità di fare chia- guire n eli' approfondimento namente d'accordo con Don rezza sulla vera identità dei laici. dell'identità ecclesiale del laico: Giovanni quando dice che il lai- Sono emerse due tesi: i soste- co è colui che è chiamato a vivere nitori della prima insistono sulla - ogni fedele battezzato è sog- necessità che venga superata la getto a pieno titolo della Chiesa e e vive la propria vocazione batte- definizione di laico in riferimen- perciò stesso è un Cristiano po- simale. to alla tradizionale secolarità sto al cuore del Mondo. Questo significa che dobbia- perciò i laici nella Chiesa sono Egli è membro del popolo san- mo rispondere alla chiamata di tutti coloro che hanno ricevuto il to di Dio, Popolo che lo Spirito Dio impegnandoci nel lavoro, 3